Gender
Border
Film
Festival

Film
selezionati

Giovedì 7
Novembre
ore 21:00
XXX

FILM DI APERTURA

A rosa azul
de novalis

di Gustavo Vinagre, Rodrigo Carneiro (Brasile, 2019, 70’)

Marcelo ha un’ottima memoria. Ricorda perfettamente la sua infanzia, la storia della sua famiglia e ha visioni sulle sue vite passate. In una di queste è stato Novalis, un poeta tedesco alla ricerca di una rosa blu. E nella sua vita attuale cosa sta cercando Marcelo? Il protagonista ci permette di entrare nella sua abitazione e nella sua vita offrendoci un caffè, bevanda alla quale non può rinunciare. Il film è un monologo, quasi una seduta psicoanalitica, che permette a Marcelo di ripercorre momenti difficili e importanti della propria vita. Il racconto del passato è inframezzato dalla sua quotidianità, che ci mostra con estrema naturalezza, e da riflessioni sul futuro. Forse è proprio attraverso questo percorso che Marcelo riuscirà a dare una risposta alla sua domanda lasciando, invece, allo spettatore interrogativi su cui riflettere.

Biografia: Gustavo Vinagre ha studiato letteratura all’Università di San Paolo e sceneggiatura al EICTV di Cuba. Ha diretto diversi cortometraggi come Filme para poeta cego, La llamada, Nova Dubai, Os cuidados que se tem com o cuidado que os outros devem ter consigo mesmos e Filme-catástrofe.
Il suo primo lungometraggio Lembro mais dos corvos/I remember the crows ha vinto come miglior opera prima al Cinema du Reel 2018 e come miglior film all’Indie Lisboa 2018.

Rodrigo Carneiro ha studiato storia all’Università di Ouro Preto e montaggio al EICTV di Cuba. È stato ricercatore nel dipartimento di cinema della facoltà di Belle arti presso la Concordia University di Montreal. Ha scritto e diretto i corti Marilia (2011), Microsieverts (2012) e Copyleft (2014).

Sabato 9
Novembre
ore 15:00

Capital retour

di Léo Bizeul (Francia, 2019, 69’)

Un corpo alla ricerca di un senso, oppure un senso che cerca disperatamente un corpo all’interno del quale realizzarsi e creare una propria esistenza? Figure mobili, nomadi e mutanti nel corpo, nello spirito e nell’identità. La protagonista di Capital retour giace nuda, distesa su una finta pelliccia davanti alla webcam, offre una breve descrizione di se stessa: alta 1,82m, 70kg, nata negli anni ’80 “ma non per questo più saggia”; tedesca di Strasburgo secondo i documenti, ma francese quando si tratta di cultura; pansessuale e intersessuale – rifiuta di essere inquadrata nella solita alternativa binaria.
La pellicola, come la protagonista stessa, non è catalogabile in un unico genere, è in continuo cambiamento alla costante ricerca di una forma che meglio possa esprimere la sua essenza.

Biografia: Léo Bizeul è un artista e regista nato nel 1994 a Pabu (Francia). Vive e lavora a Strasburgo. I suoi cortometraggi autoprodotti sono stati proiettati al Centre Pompidou, Forum des images, Casino Luxembourg, Côté court festival in Pantin, Les Laboratoires d’Aubervilliers, Kaskadenkondensator Basel, CRAC Alsace, Cenquatre, Le Syndicat Potentiel, Vidéo Les Beaux Jours a Parigi.
Il suo primo lungometraggio Capital Retour ha ricevuto Loridan Ivens – CNAP Menzione Speciale al Cinéma du Réel.

Sabato 9
Novembre
ore 21:00

El principe

di Sebastián Muñoz (Cile/Argentina/Belgio, 2019, 96’)

San Bernardo, Cile 1970, poco prima dell’elezione di Allende alla presidenza. In una notte dove l’alcol scorreva a fiumi Jaime, un ventenne solitario e narcisista, accoltella il suo migliore amico chiamato Lo Zingaro, in quella che sembra una lita passionale. Condannato, finisce in carcere dove conosce lo Stallone: Un uomo più grande e rispettato nel quale Jaime troverà protezione, rivelando un profondo bisogno di tenerezza e riconoscimento. Dietro le sbarre Jaime, diventato Il Principe, scoprirà i sentimenti e le alleanze che si trovano in mezzo alla violenza quotidiana. Lo stretto rapporto tra i due, l’Amore nero come viene definito in carcere, permetterà loro di affrontare la lotta di potere che vige in quell’ambiente.

Biografia: Sebastián Muñoz ha 45 anni, è laureato presso l’Università Arcis – scuola di cinema. Considerato uno degli esponenti del Nuovo Cinema Cileno, nel 1996 dirige il suo primo cortometraggio La Felicidad e nel 1997 La Buena Suerte. El Principe è il suo debutto alla regia nel lungometraggio, il film è basato sul romanzo omonimo di Mario Cruz, ambientato in carcere nel 1970.

Sabato 9
Novembre
ore 16:45

Io sono Sofia

di Silvia Luzi (Italia, 2019, 82’)

Sofia conta e mentre conta cambia, ha 26 anni e la vita in lei sta esplodendo solo ora, con leggerezza e terrore allo stesso tempo. Sofia conta i giorni e poco alla volta allontana un nome, un suono sordo che se pronunciato turba e toglie il respiro. E. è nato il 7 giugno del 1992 bello, forte e sano. E. se n’è andato definitivamente il 13 novembre 2018. Nel mezzo, in quello spazio indefinito che aveva radici nella finzione, si è forgiata una giovane donna. La quotidianità di Sofia è fatta di dolci da inventare, di un giovane amore appena nato, degli abbracci degli amici e di una madre e un padre che provano a dirsi che in realtà è tutto ”normale”. Poi la paura, la decisione, la partenza. Sofia vola in Thailandia e dall’altro capo del mondo ci dice che tutto ha un suo inizio, che questa è la sua nascita e che adesso Sofia può finalmente smettere di contare.

Biografia: Silvia Luzi è autrice e regista. Realizza documentari, serie e inchieste per il cinema e la televisione. I suoi lavori sono stati trasmessi, tra gli altri, da Raitre, Sky, NHK, Press Tv, SVT. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali e nomination, tra cui David di Donatello, Golden Globe, Amnesty International Nomination (per Dell’Arte della Guerra e La Minaccia). Dopo aver diretto documentari presentati con successo nei principali festival, ha diretto e co-prodotto con Rai Cinema Il Cratere, il suo primo lungometraggio di finzione. L’opera è stata accolta con entusiasmo dalla critica nazionale e internazionale. Il Cratere è stato trasmesso in anteprima alla 32° Settimana della Critica della 74° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Venerdì 8
Novembre
ore 21:00
XXX

Las hijas
del fuego

di Albertina Carri (Argentina, 2018, 115’)

Alla fine del mondo, per puro caso, tre donne si incontrano e danno inizio a un viaggio poliamoroso che cambierà le loro vite. Un viaggio fatto di strade e soprattutto di tempo che si trasforma in gioia pura, piacere e divertimento. Lentamente si abbandonano all’esplorazione dell’irreversibile passione e all’utopia dell’amore monogamo, lontano dal possesso e dal dolore, come l’inevitabile fine di un amore che non si adatta a nessun canone. Attraverso i suoi appunti, Violeta ci racconta le avventure de Las hijas del fuego: un gruppo di donne alla ricerca del proprio erotismo e di un modo di essere, in un mondo che non riconosce la voluttuosità del distacco. Las hijas del fuego è un film che vuole contribuire alla creazione di punti di riferimento per quei desideri e quelle passioni che non rientrano nella norma. La pellicola vuole portare alla luce un mondo alternativo ai dogmi sociale, agli stereotipi e alla classificazione dei corpi che la società ci impone.

Biografia: Albertina Carri è una delle personalità che hanno aiutato a consolidare il concetto di Nuovo Cinema Argentino (New Argentinean Cinema). Regista, produttrice e sceneggiatrice è nata a Buenos Aires nel 1973 dove attualmente vive e lavora. Si distingue per la sua versatilità e per la costante ricerca e sperimentazione. Ha esplorato una vasta gamma di generi che vanno dal noir alla documentaristica toccando la pornografia, il melodramma e il dramma. Durante la sua carriera ha diretto diversi cortometraggi, film per la tv e cinque lungometraggi. Ha ricevuto premi in diversi festival.
È fondatrice di Asterisco, Festival Internazionale LGBTIQ in Argentina.

Venerdì 8
Novembre
ore 16:45

Man made

di T Cooper (USA, 2019, 93’)

Man made, documentario che segue le straordinarie vite di quattro uomini transgender che si stanno allenando per partecipare al TransFitCon di Atlanta, l’unica competizione al mondo per trans-bodybuilding. Attraverso l’occhio autentico e attento del regista transgender T Cooper, il documentario è il prodotto dell’intrecciarsi di tutte le sfumature della virilità, dell’esigenza di una giustizia sociale e del desiderio di forgiare la propria strada, l’obiettivo finale è quello di arrivare ad essere la versione consapevole e migliore di sé stessi. Il documentario ci mostra le vite dei quattro protagonisti, ognuno con la propria storia, le proprie sofferenze e aspirazioni; ci porta nel cuore della transizione maschile (ftm) e ci rivela inaspettate verità riguardanti il gender, l’umanità e l’amore.

In fondo tutti noi cerchiamo di darci una forma, di ridefinirci figurativamente e letteralmente.

Biografia: T Cooper è un romanziere di successo, scrittore televisivo, giornalista e regista. Nato e cresciuto a Los Angeles, ha frequentato il Middlebury College e conseguito un master presso la Columbia University, attualmente è professore di scrittura creativa all’Emory University. Il suo primo film, The Beaufort Diaries è un cortometraggio animato tratto dall’omonima graphic novel scritta da Cooper stesso. The Get Down, serie televisiva americana che troviamo nel catalogo Netflix e Copper, serie tv andata in onda su BBC America, compaiono tra i suoi scritti televisivi. Real Man Adventures, è il suo saggio più recente attraverso il quale esplora la mascolinità nel 21° secolo, una riflessione che parte dal personale per arrivare all’universale. Possiamo trovare i suoi articoli giornalistici sulle maggiori testate americane e all’estero. I suoi cortometraggi sono apparsi sulla CNN e su Public Radio. Man made è il debutto di Cooper alla regia di un lungometraggio.

Venerdì 8
Novembre
ore 15:00

Mujer nomad

di Martin Farina (Argentina, 2018, 74’)

La vita quotidiana dell’epistemologa e saggista argentina Esther Diaz; a partire dalle sue attività giornaliere, dai suoi rituali domestici, dai suoi congressi di filosofia e dagli incontri con le altre persone, il documentario racconta una storia che si muove tra il passato, il presente e l’onirico. Una narrazione fatta senza tabù, senza paure e con un tocco di finzione soggettiva. La storia di Esther è fatta di momenti travagliati, come il tentato suicidio, dal rapporto difficile con i figli ma soprattutto dal desiderio di diventare dottoressa in filosofia, materia attraverso la quale studia il piacere e la sessualità.

Il documentario ci racconta come Esther sia riuscita a far coesistere tutto questo nella sua vita e come sia stata proprio la filosofia a determinare il modo in cui lei oggi vive e comprende l’ambiente che la circonda.

Biografia: Martin Farina è un regista cinematografico nato in Argentina nel 1982. Laureato in comunicazione ha studiato filosofia e musica. Oltre a dirigere i suoi film è anche sceneggiatore, direttore della fotografia e montatore. Con alcune precedenti incursioni nel mondo dell’audiovisivo, nel 2013 fonda la casa di produzione Cinemilagroso con cui ha realizza sei lungometraggi e un cortometraggio.

Venerdì 8
Novembre
ore 19:00

NI D’EVE NI D’ADAME.
Une histoire intersexe.

di Floriane Devigne (Francia/Svizzera, 2018, 58’)

“Qualche volta sogno di essermi liberato dei miei fianchi, del sedere, delle gambe. Ma non sono realmente così pazzo. Tutto ciò che mi dà realmente fastidio è quello che ci sta nel mezzo…così completamente inutile, è agghiacciante”. Come vivi con un segreto? Come vivi con i genitali che sono stati scelti per te, chirurgicamente ricostruiti alla nascita per rispettare la norma? Come formi la tua identità con questa differenza? M, 27 anni vive in Francia, dove l’intersessualità è ancora vista come una patologia che deve essere curata e riparata. Questa sua parte integrante è un tabù ancora da affrontare. Per rompere il silenzio M risponde all’annuncio di Deborah, 25 anni, anche lei intersessuale. Quest’ultima, laureanda in studi di genere, sta cercando storie di prima mano per scrivere la sua tesi. È in questo momento che M e Deborah iniziano una corrispondenza che cambierà radicalmente le loro vite.

Il film esplora i modi in cui le persone intersessuali lavorano per rivendicare i loro corpi e dare una forma alla loro identità. Vengono poste domande difficili riguardanti quello che la società occidentale è disposta a fare in nome delle norme sociali e cosa significa essere uomo, donna o un po’ di tutti e due.

Biografia: Floriane Devigne è nata a Losanna, in Svizzera. Ha studiato al INSAS e alla scuola di cinema parigina Fémis. Subito dopo la scuola ha diretto Les Mots Claire selezionato al festival Traces de Vies a Clermont Ferrand (Francia) e La Boit à Tartines vincitore a diversi festival come DOK Leizig e RIDM (Montréal). Il suo primo lungometraggio La Clé de la Chambre à Lessive, co-diretto con Fred Florey,ha vinto il premio SSR-SRG a Vision du Réel ed è stato premiato a molti altri festival, selezionato a più di 20 festival internazionali come Busan International Film Festival in Korea del sud, Doc Buenos Aires e RIDM Montréal. Ha diretto Dayana Mini Market per Arte, per cui ha diretto anche alcuni corti.

Venerdì 8
Novembre
ore 23:00
XXX

O mio fiore delicato

di Rosario Gallardo (Italia, 2016, 16’)

Sensuale, divertente e dirompente, con un femminile vorace,  con un obiettivo invadente, con l’esordio del giovane Manfredi e con il sound a 8 bit di Pablito el drito.

Biografia: Rosario Gallardo, dal 2009 è il nome collettivo per Maria Tinka Iniotakis e Nicola Serra, una coppia in arte e nella vita che dal 1999 sperimenta e crea opere pornoestetiche, sexpositive, postporno, queer, situazioniste, dadaiste utilizzando fotografia, letteratura, cinema, body performance, istallazioni, eventi sperimentali in contesti d’arte, alternativi e istituzionali, nazionali ed esteri. A Milano tengono laboratori di training erogeno e self-haking. Con il corto “O mio fiore delicato” vincono il premio del pubblico al festival “la fête du slip” di Losanna nel 2016 e con il lungometraggio “Cumper” la menzione speciale al Fish&Chips 2019 di Torino.

Venerdì 8
Novembre
ore 21:00
XXX

Queen Kong

di Monica Stambrini (Italia, 2016,19’)

Appartati dietro ad un albero di un parco, un uomo e una donna fanno sesso. Sono entrambi eleganti, la musica della festa proviene dalla villa poco lontano. Lei è molto bella ed eccitante ma lui non riesce ad avere un’erezione. Un cellulare li interrompe. Stranita e delusa, lei fa per tornare alla festa dalla quale si erano appartati ma invece scompare nel bosco. Lui la segue svogliatamente. Il bosco è buio e la vegetazione sempre più fitta. L’uomo la chiama, inciampa, cade e, quando si risolleva, al posto della sua donna trova una strana creatura. Terrorizzato l’uomo prova a fuggire ma Queen Kong non glielo permette finché non avrà finito con lui.

Biografia: Monica Strambini ha studiato a Milano, dove ha conseguito il diploma di regia cinematografica presso il CFP. Ha collaborato a vario titolo con molti registi italiani e ha realizzato le riprese del making of di L’assedio (1998), di Bernardo Bertolucci. Tra il 1991 e il 1998 ha diretto numerosi cortometraggi, sia in pellicola che in video, partecipando a molti festival italiani e internazionali. Tra il 1999 e il 2000 ha realizzato sei documentari per RaiSatArte. Benzina è il suo primo lungometraggio di finzione. Membro del collettivo Le ragazze del porno progetto per cui realizza nel 2016 il cortometraggio Queen Kong con Valentina Nappi, protagonista anche del suo ultimo lungometraggio Isvn – Io Sono Valentina Nappi (2018).

Sabato 9
Novembre
ore 18:45

Room for a Man

di Anthony Chidiac (Libano/USA, 2018, 77’)

Un giovane regista gay convive in un appartamento a Beirut con la madre e il cane. Attraverso la ristrutturazione della sua camera da letto egli cerca di ricostruire la propria identità. Come gli operai siriani che stanno facendo i lavori in casa sua vanno e vengono, così domande, vecchi argomenti e inaspettate passioni si agitano in lui. Per andare a fondo nelle sue ricerche il giovane regista contatta l’estraneo padre e, dopo anni di separazione, intraprendono un viaggio insieme verso il Sud America alla ricerca dei loro legami familiari.
Il documentario, in costante chiave metaforica, è un intimo saggio sul significato di mascolinità e la ricerca di un giovane uomo verso la propria accettazione, tutto questo attraverso un viaggio fatto a cavallo di due continenti.

Biografia: Anthony Chidiac è nato a Beirut nel 1988. Ha frequentato la St. Joseph University laureandosi in Studi audiovisivi. Nel 2010, durante un programma di scambio fatto con la National Film School in Danimarca, ha avuto la possibilità di dirigere il documentario breve Equal Men. Nel 2013 scrive, con Selim Mourad, e dirige da solo il film breve Maman Non Merci.
Room for a man è il suo debutto alla regia di un documentario.

Sabato 9
Novembre
ore 11:00

Making (of) Love

di Lucio Basadonne e Anna Pollioin, Italia, 2019, 30’

Progetto nato a Genova dall’esigenza di 4 ragazzi e 4 ragazze per raccontare ad altri ragazzi e ragazze (dai 15 anni in su) le varie sfumature della sessualità a partire dall’ascolto del proprio corpo e dei propri sentimenti. In un’Italia dove “Crescere è vietato ai minori, L’educazione sessuale è un tema che divide e scandalizza ed è bandita da quasi tutte le scuole”. Un documentario, ora in fase di crowdfunding, per la regia di Lucio Basadonne e Anna Pollio, coppia artistica e nella vita, che punta a far arrivare l’educazione sessuale nelle scuole.  Con un linguaggio sincero, senza censure e ipocrisie